Dipendenza da fumo? La cannabis potrebbe essere d’aiuto

La marijuana potrebbe aiutare i fumatori incalliti a smettere di fumare. Sembra un paradosso ma, secondo gli ultimi studi scientifici, sarebbe proprio così. Spieghiamoci meglio.

Il CBD, ovvero il cannabidiolo, un principio attivo della cannabis, si sarebbe dimostrato molto utile nella lotta alla dipendenza da nicotina. Si è giunti a questa conclusione al termine di uno studio pilota condotto dallo University College of London ed in particolare dai ricercatori dell’unità clinica di Psicofarmacologia; lo studio è stato pubblicato su Elsevier, il maggior editore mondiale di testi scientifici e medici.

L’esperimento si è svolto così: ventiquattro tabagisti volontari sono stati divisi dai ricercatori in due gruppi, entrambi formati da dodici persone. Al primo, senza ovviamente dir loro nulla, è stato dato in uso un inalatore con all’interno il principio attivo CBD, mentre all’altro è stato fornito un inalatore riempito di placebo. I fumatori avrebbero dovuto farne uso ogni qual volta gli fosse venuta la voglia di fumare.

Sono bastati solo sette giorni perché diventasse già chiaro che il cannabidiolo aveva effetti positivi sulla dipendenza da tabacco: in una settimana, infatti, i membri del gruppo di controllo (quello a cui non era stato somministrato il principio attivo della cannabis) non avevano cambiato di una virgola il loro comportamento, e avevano continuato a fumare come prima. Per quanto riguarda, invece, l’altro gruppo, quello che aveva fatto uso di CBD , i suoi membri avevano diminuito il numero di sigarette fumate di circa il 40 per cento. Ma non è finita qui, in quanto gli elementi di quest’ultimo gruppo hanno continuato a fumare di meno anche una volta terminata la cura.

Questo è quanto accade nel resto del mondo, dove le potenzialità della cannabis e dei suoi derivati sono sempre più riconosciute ed apprezzate, e dove si cercano i possibili impieghi in ambito medico e terapeutico. In Italia, invece, l’aspetto della ricerca manca, e continua solo la caccia indiscriminata a chi ne fa uso. Solamente nelle ultime settimane, infatti, si sono accavallate le notizie che riguardano denunce o arresti per possesso di hashish o marijuana.



Di notizie del genere ne avremo ancora tante.

Chissà quando arriveranno quelle buone, relative magari ad una regolamentazione del possesso ma soprattutto alla possibilità di approfondire anche in Italia la ricerca sulla cannabis, la quale può crescere per mezzo di diverse varietà di semi tra cui quelli di tipo autofiorente, e che possiede diverse proprietà mediche che possono essere sfruttate per contrastare disturbi e malattie.

Libri per smettere di fumare


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